Meetalents 2014, le proposte emerse

Sono diverse le proposte emerse nell’ultima edizione di Meetalents 2014 che si è tenuto lo scorso dicembre a Perugia. Rispetto ai quattro temi trattati (Circolazione dei Talenti, Attrazione dei Talenti stranieri, Valorizzazione dei Talenti italiani all’estero e attrazione di investimenti sul territorio) il dibattito, le proposte e i confronti con enti e istituzioni hanno sottolineato le principali criticità da affrontare e le possibili strade da intraprendere. Di seguito una sintesi di quelli che sono i progetti che ITalents, Associazione promotrice e creatrice di Meetalents, intende perseguire e portare avanti con la collaborazione di enti e istituzioni interessate.

Circolazione dei talenti italiani:

 Innanzitutto, si sottolinea come imprescindibile che ogni proposta e politica di circolazione dei talenti si inserisca in un quadro di riforme più ampie che migliorino la competitività dell’Italia (es. politiche fiscali favorevoli alle aziende che assumono giovani, riduzione dei tempi della giustizia civile, maggiore meritocrazia nell’Università e nella Pubblica Amministrazione, etc.). Oltre alla necessità di rifinanziare la legge, più nello specifico, le proposte emerse si concentrano su:

  1. Modifiche alla Legge 238/2010 (“Controesodo”):
  • 1: una legge del genere non dovrebbe avere una scadenza. Per rendere attrattiva la proposta ai talenti italiani ed europei, i benefici fiscali devono essere validi anche per chi rientra nei prossimi anni, senza dover attendere ulteriori proroghe di volta in volta.
  • 2: sostanziale accordo con la Proposta di Legge N.504, presentata il 25 marzo 2013 e attualmente assegnata alla VI Commissione Finanze
  • 3: riduzione della base imponibile al 20% anche per gli uomini
  • 7: se si vuole parlare di “circolazione” e non semplicemente di “rientro” dei cervelli, bisogna cancellare ogni forma di sanzione per chi espatria nuovamente entro 5 anni dalla prima data di fruizione del beneficio
  • Creare e promuovere helpdesk/sito sulla legge con tutte le FAQ più rilevanti ed un punto di contatto per risolvere questioni specifiche
  • Incorporare circolare su non-iscritti AIRE nella legge Controesodo e chiarire meglio quali altri processi di certificazione sono ritenuti validi per legge (documenti ufficiali università, dimostrazione di aver pagato tasse all’estero, etc)

Attrazione talenti stranieri:

 In Danimarca è attivo il progetto pilota YGWA Corp (Youth GoodWill Ambassador Corp). Il progetto YGWA ha superato la fase di start-up e sta continuando a operare a pieno regime. Il YGWA Corp è un network di oltre 200 studenti internazionali di talento provenienti da più di 50 nazioni, avente lo scopo principale di pubblicizzare la Danimarca come una destinazione attrattiva per studio e per lavoro. Ulteriori fini del YGWA Corp sono l’incremento di talenti internazionali su suolo danese, accorciare il gap tra aziende danesi e professionisti internazionali, far conoscere la Danimarca all’estero come una nazione avente una forte economia basata sulla conoscenza e formazione internazionale. Per raggiungere i propri obiettivi il YGWA Corp seleziona ogni anno circa 100 studenti internazionali che intraprendono un percorso di studi in Danimarca. Questi seguiranno un programma di sviluppo dei talenti, unico nel suo genere e gratuito, che li permetterà di conoscere, incontrare e dibattere con personalità di spicco della società e cultura danese, tra cui Ministri e amministratori delegati di aziende locali. Una volta terminato l’anno di formazione ogni giovane ambasciatore farà parte di due gruppi: local ambassadors o global ambassadors; i primi sono gli ambasciatori che rimangono su suolo danese, mentre i secondi sono quelli che tornano al proprio Paese o si spostano in un altra nazione. Ovviamente i due gruppi hanno compiti diversi: i local coadiuvano i project managers del YGWA Corp per l’organizzazione di eventi/meeting e forniscono supporto locale ai global, mentre quest’ultimi hanno il compito di organizzare eventi informativi sullo studio/lavoro in Danimarca presso la propria università.

La nostra proposta è quella di avviare una fase di start-up di un progetto simile al YGWA Corp per l’Italia. La fase iniziale potrebbe vedere il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Italiana e/o quello del Lavoro come ente principale, affiancato ad eventuali altri organi a livello regionale.

Valorizzazione dei talenti italiani all’estero:

I talenti italiani all’estero posso aiutare ad attrarre investimenti e devono essere messi nella posizione di farlo nella maniera più semplice possibile. Le iniziative possono innanzitutto arrivare dai singoli, attraverso almeno due modalità.

La prima è quella di investimento di capitali propri o di raccolta di capitali di altri; la seconda è quella di apertura di nuove imprese in Italia: si propone quindi una “Controesodo” anche per i redditi d’impresa, per imprenditori italiani non residenti che stabiliscono un’impresa in Italia.

Nel caso di gruppi privati, si propone di costituire una “rete dell’Italia diffusa” che riguardi anche le associazioni: un “Forum dei giovani italiani all’estero”.

Si ritiene inoltre molto utile che gli italiani all’estero siano consapevoli dei compiti e delle potenzialità dei Com.It.Es. A questo proposito, emerge anche la necessità di recensire i sondaggi, le fonti di informazioni, le ricerche sugli italiani all’estero (si veda il caso, per esempio, dell’Osservatorio degli italiani a Berlino – OdIB)

 Attrazione di investimenti sul territorio:

Utilizzare le iniziative dei “laboratori regionali” anche in altre Regioni o a livello statale.

Incentivi per start up di imprese e forme di lavoro autonomo, che favoriscano il rientro di chi ha fatto esperienze di studio/lavoro all’estero, con l’intento di mantenere comunque un approccio transnazionale al lavoro e alle professioni. Una volta costituite queste nuove imprese devono essere sostenute con percorsi specifici di re-inserimento nel contesto economico-sociale e culturale che, ai migranti di ritorno, è per lo più sconosciuto. Quindi non solo o non tanto le tradizionali azioni di sostegno che si fanno normalmente per tutte le start up, quanto piuttosto percorsi privilegiati per farsi conoscere e riconoscere come valore aggiunto nel territorio. (Es: bandi di gara che prevedano punteggi di merito se vieni da esperienze all’estero; percorsi privilegiati da parte degli enti/istituti che hanno favorito la nascita delle start up; agevolazioni per i primi anni di avviamento).

Inoltre, è necessario un approccio transnazionale al lavoro, inteso come pensare alla mobilità quale una delle tappe formative e di sviluppo della carriera di una persona, da insegnare/trasmettere sin dai percorsi di orientamento scolastico.

Infine, va valorizzato l’associazionismo “storico” presente in Italia rivolto agli italiani nel mondo (es.:  le associazioni Bellunesi nel Mondo, Trentini nel Mondo, Trevisani nel Mondo, etc.), dotate di una rete di contatti totalmente ignorate dalle istituzioni e che invece possono diventare estremamente preziose.

 

 

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